lunedì 10 gennaio 2011

non c'è due senza te

ti dedico anche il primo post come
il primo bacio il primo sorriso il primo buongiorno il primo morso
il primo viaggio il primo progetto il primo mimanchi il primo vaffanculo
di questo giovane 2011.

lunedì 27 dicembre 2010

feste

vado ovunque e non mi muovo di un millimetro.
ballo, giro, salto e sono qui immobile su questo soffitto.
intorno vedo elefanti dalle grandi orecchie e piccoli cuccioli in esplorazione.
vorrei non partire più, restare attaccata a questa corda spessa con pochi nodi eterni.
che belle queste feste ferme. mi danno sicurezza, mica come te.

giovedì 16 dicembre 2010

Non accetto sogni dagli sconosciuti.

Non accetto sogni dagli sconosciuti.
Ne elaboro già a sufficienza di mio.
Sogni, ologrammi, visioni, rivelazioni,
immagino i futuri più probabili di vite impossibili.
Sono una suora in missione, una pittrice di montmartre in cerca d'ispirazione, un'acrobata domatrice di leoni sudafricani, una casalinga di voghera con 4 figli stronzi.
E poi sogno di essere tua, il resto è indecifrato, sono con te e sono felice.

Tra tutte le vite possibili, ad un bisogna ancorarsi per poter contemplare, sereni, tutte le altre.

giovedì 9 dicembre 2010

tutto scorre dentro un cavo

E’ in questo silenzio di circuiti che ti sto parlando. So bene che, quando finalmente le nostre voci riusciranno a incontrarsi sul filo, ci diremo delle frasi generiche e monche; non è per dirti qualcosa che ti sto chiamando, né perché creda che tu abbia da dirmi qualcosa. Ci telefoniamo solo perché nel chiamarci a lunga distanza, in questo cercarci a tentoni attraverso cavi di rame sepolti, relais ingarbugliati, vorticare di spazzole di selettori intasati, in questo scandagliare il silenzio e attendere il ritorno di un’eco, si perpetua il primo richiamo della lontananza, il grido di quando la prima grande crepa della deriva dei continenti si è aperta sotto i piedi di una coppia di esseri umani.

Italo Calvino - Prima che tu dica pronto

domenica 28 novembre 2010

ogni giorno, ma oggi di più

mi manchi come se fosse la prima sera che non ci sei.

giovedì 25 novembre 2010

Non avevo capito niente

Non c'è gradualità nell'accadere delle cose. Le cose, quando capitano, capitano. E non è nemmeno che puoi accompagnarle, impedire che ruzzolino trascinandoti con loro. Non si può far andare piano le cose che capitano. Non si posso controllare o gestire. Nemmeno capirle, si può.

ecco, soprattutto non si può capirle. lo capisci dopo ciò che è successo prima, quando è già passato il tempo giusto per aggiustare il tiro o per spezzare il filo.
non capisci, non ti capisci, non ti conosci. e ti affanni a cercare di individuare quando è stato quell'istante assurdo in cui le cose sono cambiate, e tu sei cambiata insieme a loro senza opporre resistenza.
comunque il punto è che il come, il dove, il quando non contano, sono dettagli trascurabili, inutili spunti di riflessioni sterili e piagnistei annunciati..ciò che rimane è l'agghiacciante banalità che le cose, quando capitano, capitano..e io, non avevo capito niente.

lunedì 15 novembre 2010

un lago grigio perla

ci siamo fatti a pezzi lo stomaco
continuando a sputare sui nostri momenti migliori
abbiamo sbattuto la porta in faccia alla nostra pazienza
ci siamo fatti schiacciare il collo dai nostri pensieri pesanti.
poi ci siamo visti in uno specchio rotto
e con cura abbiamo raccolto le briciole di vetro da terra
ricucito i bottoni allentati delle nostre giacche
e finito un puzzle da 1000 pezzi meno uno
sciogliendoci mano nella mano come burro al sole
davanti a un lago grigio perla.

mercoledì 3 novembre 2010

non sono una sarta

si sa, i migliori abiti sono quelli fatti su misura.
quelli che si adattano perfettamente al tuo corpo perchè qualcuno si è preso la briga di misurarti le tette, la vita, il culo.
ti cadono precisi, nessun difetto qui, nessun centrimetro in più lì.

forse è per questo che i miei abiti sono sempre imperfetti e scomodi.
perchè non prendo mai le misure.

mercoledì 27 ottobre 2010

qui e altrove

è in serate come questa che mi viene puntualmente voglia di frugare.
negli scatoloni chiusi da un anno in questa stanza, serviti solo a reggere il mio letto rotto.
nelle vecchissime email nascoste nella posta in arrivo, custodite come fossero francobolli da collezione.
nella mio emisfero destro, alla ricerca di voci indelebili, ricordi annebbiati, pezzi di dialoghi e scene accantonate. ma non dimenticate.

il corpo è qui, la mente altrove.

venerdì 22 ottobre 2010

limits

vorrei conoscere i limiti della mia resistenza.
se li conoscessi, potrei forzarli, sforzarmi o fermarmi prima,
potrei pensare a qualche misura preventiva,
come i pugili che si rompono il naso volontariamente prima che lo faccia l'avversario.