giovedì 30 settembre 2010

Che cos'è l'amor chiedilo al vento

Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso e basta. Si è anche felici, di cose del genere. Felici. E potrebbero non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l'hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell'altro sei tu. Tac.

E invece a volte quel qualcosa non si rompe, e va avanti esattamente come avevi sognato.
Passi anni a mettere un mattoncino sull'altro e alla fine un tetto sulla testa l'hai costruito davvero.
Ogni momento insieme, ogni passo condiviso, ogni sorriso reciproco diventa la ragione per continuare a credere in quell'unione e non si rompe proprio niente. anzi, tac, è per sempre.
A volte, a qualcuno, succede.

Era da un pò che non ricevevo una notizia che mi rendesse così felice.

mercoledì 22 settembre 2010

sweet dreams

ho sognato di essere un orologio molle di dalì.
di essere nel quadro, io, uno di quei tre orologi liquefatti, quello sul ramo.

…E il giorno in cui decisi di dipingere gli orologi, li dipinsi molli. Accadde una sera che mi sentivo stanco e avevo un leggero mal di testa…A completamento della cena avevamo mangiato un camembert molto forte e, dopo che tutti se ne furono andati, io rimasi ancora a lungo seduto a tavola, a meditare sul problema filosofico della “ipermollezza” posto da quel formaggio…Quando, due ore dopo, Gala tornò dal cinema, il quadro, che sarebbe diventato uno dei miei più famosi, era terminato. - S. Dalì

sono ossessionata dal tempo, forse è questo.
dallo scorrere degli anni, dal futuro, dall'età.
e perfino dalì si è scomodato per venire a ricordarmi che
il tempo meccanico, quello misurabile, quello degli orologi non esiste,
il tempo è veloce, è lento, è interminabile ed è un soffio,
è un punto, è una linea, è un cerchio.
è così come io lo percepisco.

devo convincermene.

giovedì 16 settembre 2010

tempi duri

il fatto è che
mio fratello si sposa, la mia migliore amica si sposa, mia cugina si sposa e una serie di amici o conoscenti si sposano.
tutti nel 2011. forse c'è un'epidemia. o forse è semplicemente l'età.
sta di fatto che per un anno parlerò di abiti da sposa, di bomboniere, di confetti e viaggi di nozze e io non posso andare più a mangiare neanche una pizzaaaaaaa!!!!!!

mercoledì 18 agosto 2010

francobolli

selvaggia creta, efharisto.
sei kilometri e baci, scogli e sale.
la tua finestra azzurra sul mare è un angolo di paradiso
e noi ci addormentiamo tiepidi con le onde nelle orecchie.
i miei piedi sul cruscotto sono strofe di sirtaki
sussulti tra le pietre di strade senza via.
vorrei cupcakes a colazione ogni giorno
e bere ogni sera il vino di panormo.
vorrei svuotare la mia borsa pesante di sassi doposole
e riempire gli album di mille dei miei stupidi autoscatti.

martedì 3 agosto 2010

è tempo

faccio la valigia e ascolto un cd di carta riciclata.
high and dry
vado al mare ma ora ho freddo.
confondo i miei alibi e le tue ragioni
solo sole sulla pelle e acqua limpida mi serve.
quanti generi di pesci e che correnti forti
l'estate serve anche a questo, ad alleggerire la testa pesante.
the same old fears
a scrollarsi il tempo dalle mani e dai piedi i kilometri.
I've seen your flag on the marble arch
quando tornerò voglio avere l'etichetta al collo. come nuova.
ogni acquisto ha il suo luogo giusto
buonanotte e buone vacanze.
tra il telefono e il cielo

venerdì 30 luglio 2010

survivor

Uno, due tre. Prova.
Uno, due tre. Prova. Prova.
Forse quest'affare funziona. Non lo so. Neanche so se riuscite a sentirmi.
Ma se ci riuscite, ascoltate. E se state ascoltando, be', allora quello che avete trovato è la storia di tutto ciò che è andato storto. Questo è il cosiddetto registratore del Volo 2039. La scatola nera, come si dice, anche se è arancione. Dentro c'è un nastro metallico, cioè la registrazione incancellabile di quello che resta. Quello che avete trovato è la storia di ciò che è successo.

C. Palahniuk

domenica 18 luglio 2010

senza senso

Roma Termini, ore 21.
Trovalo tu il senso perchè io non ci riesco.

martedì 13 luglio 2010

oggi vivo a sofronia

La città di Sofronia si compone di due mezze città.
In una c’è il grande ottovolante dalle ripide gobbe, la giostra con la raggiera di catene, la ruota delle gabbie girevoli, il pozzo della morte con i motociclisti a testa in giù, la cupola del circo col grappolo dei trapezi che pende in mezzo.
L’altra mezza città è di pietra e marmo e cemento, con la banca, gli opifici, i palazzi, il mattatoio, la scuola e tutto il resto. Una delle mezze città è fissa, l’altra è provvisoria e quando il tempo della sua sosta è finito la schiodano, la smontano e la portano via, per trapiantarla dei terreni vaghi d’un’altra mezza città.
Cosí ogni anno arriva il giorno in cui i manovali staccano i frontoni di marmo, calano i muri di pietra, i piloni di cemento, smontano il ministero, il monumento, i docks, la raffineria di petrolio, l’ospedale, li caricano sui rimorchi, per seguire di piazza in piazza l’itinerario d’ogni anno.
Qui resta la mezza Sofronia dei tirassegni e delle giostre, con il grido sospeso dalla navicella dell’ottovolante a capofitto, e comincia a contare quanti mesi, quanti giorni dovrà aspettare prima che ritorni la carovana e la vita intera ricominci.

da Le città invisibili

mercoledì 7 luglio 2010

l'alfabeto è pieno di proiettili

troppe parole
sputate come sassi buttati da un cavalcavia
ingiuste indegne indecorose
inutili espedienti per sentirsi più forte
parole imprudenti
incoscienti come bambini spericolati sulle montagne russe
recitate a memoria, a vanvera
lanciate in aria con un paracadute rotto
parole immobili
secolari come rocce immortali
repentine rumorose raggelanti
ladre di silenzi d'ovatta.

lunedì 28 giugno 2010

pezzi di conversazione nell'aria

prima o poi
tornerò.

ti avrò accanto ogni santo giorno, andremo al mare, al cinema, in giro per i negozi, a leggere da feltrinelli e in macchina a parlare per ore delle solite cose.

scusa per tutta la mia assenza,
perchè nessuno ha mai colmato la tua.